Riti Settennali di penitenza in onore dell'Assunta Guardia Sanframondi (BN)
Riti Settennali – Ospitalità e accoglienza
Le offerte dal 4 al 22 agosto2017
I Riti in tutte le componenti

I Riti in tutte le componenti

I Riti – I Campanelli

Il suono dei nostri campanelli, che invita ad intensificare la preghiera personale o comunitaria, proviene da due campane, una più piccola dell’altra, attaccate allo stesso legno, conservate sotto la nicchia dell’Assunta e che sono abitualmente suonate al canto del Gloria durante la Messa delle solennità e delle domeniche.
Le due campane, chiamate “I campanelli”, aprono ogni corteo processionale di penitenza, sia per i riti settennali, sia per quelli straordinari, sia quando i comitati rionali passano nel paese per raccogliere i fondi per organizzare la manifestazione.
Il suono dei campanelli ha un fascino irresistibile sul popolo di Guardia, che si commuove a quei rintocchi.

 

I Riti Foto di Giovanni Mancini

I Riti – I Cori Rionali

E’ documentato che per la festa della Vergine Assunta si chiedeva ad alcuni maestri e musicisti locali di comporre e far eseguire un nuovo canto chiamato comunemente “canzoncina”. Non si è in grado di documentare quando i “Cori delle cantanti” di ciascun Rione hanno avuto i natali. Nelle processioni rionali e in quella generale sono presenti i cori, una volta formati da sole ragazze nubili (con un’eccezione documentata nel 1938), che eseguono melodie a più voci.
Nel 1947, il coro del Rione Croce, per la prima volta, eseguì per l’apertura della lastra un “Ave Maria a tre voci”. Ma nel 1954, tutti i Rioni si presentarono con tre canti: una laude penitenziale alla Madonna, un inno eucaristico e un saluto per il giorno dell’apertura della lastra; per quest’apertura, ogni coro ebbe nella chiesa un posto ben delineato; nel 1996, per la prima volta, fu data la possibilità di formare il coro misto. E’ certo che oggi i comitati rionali impegnano buona parte del tempo per l’allestimento dei Cori, versi, musica e prove che durano oltre un mese. Alcune canzoncine fanno parte del patrimonio comune della comunità parrocchiale perché sono cantate da tutti durante la liturgia eucaristica o la veglia.

I Riti – I Misteri

Non sappiamo con precisione quando, come e da chi furono introdotti i “misteri” nella nostra processione Penitenziale, certamente sono molto antichi. Qualcuno9 scrive che sono quasi

I Riti Foto di Giovanni Mancini

Foto di Giovanni Mancini

contemporanei dei nostri Riti.
Essi rappresentano i misteri della fede in modo comprensibile e vanno letti in chiave cristologica – mariana, qualunque sia il soggetto presentato, divenendo così per molti una vera e propria evangelizzazione o catechesi. Infatti, essi riportano al cuore (ricordo) la storia della salvezza (bibbia) e fanno riscoprire una testimonianza di fede che dura nel tempo (i santi).
Il numero dei “Misteri” è suscettibile di variazioni, in più o in meno, e la loro rappresentazione può essere abolita, aggiornata o anche sostituita. Gli oltre duemila partecipanti sono scelti dai Comitati Rionali e preparati nel ruolo che devono rappresentare: bambini, giovani e adulti per ore intere camminano processionalmente in posizioni più svariate sotto il sole d’agosto, in atteggiamento assorto, a volte mistico, e sono accompagnati o seguiti da parenti o fedeli.

I Riti Foto di Giovanni Mancini

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I Riti – Gli Angeli

Nel seguire i misteri si rimane colpiti dalla presenza di numerosissimi Angeli, chiamati dal popolo angelone (se è un giovane) o angioletto (se è un bambino).
La Chiesa insegna che “l’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente Angeli, è una verità di fede. Gli angeli sono creature puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà. Essi contemplano incessantemente Dio, lo glorificano e collegano il cielo e la terra e sono “potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola” (Sal 103,20) e “inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza” (Eb 1,14).

I Riti – I “Battenti” e i “Flagellanti”

I penitenti chiamati Flagellanti o Disciplinanti sono uomini e anche donne, in camice bianco e cappuccio ad occhiaia per restare anonimi, che si

I Riti Foto di Giovanni Mancini

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percuotono le 9110spalle con catene o catenelle di ferro; altri penitenti sono chiamati “Battenti a sangue” perché si percuotono il petto, fino a farlo sanguinare, con la spugnetta, un disco di sughero che porta infilate diverse punte di metallo acuminate mantenute dritte da uno strato di cera.
I penitenti seguono una croce con i simboli della passione del Signore e stringono in una mano un crocifisso, in cui è infissa una piccola immagine dell’Assunta, che essi guardano sempre lungo il percorso, perché chiedono al Signore, per intercessione di Maria Santissima, sua Madre, il dono del pentimento/conversione.
I flagellanti, il cui numero può variare, partecipano sia alle processioni rionali di penitenza durante la settimana, sia a quella generale della domenica. A quest’ultima partecipano anche i Battenti a sangue.

I Riti – Processione Rionali di Penitenza e Comunione

Ogni Rione durante la settimana compie due processioni: una di Penitenza e l’altra di Comunione.

Nelle processioni di Penitenza tutti, uomini e donne, ad eccezione delle nubili, portano in testa la corona di spine e una fune intrecciata che dal collo si incrocia sul petto e si annoda per i capi dietro la schiena; in quella di comunione portano invece solo la corona di spine.
Il lunedì il Rione Croce raduna al suono della campana, presso la chiesa rionale di San Rocco, tutti i rionali e dispone il corteo dietro lo stendardo. Il corteo, in cui sono presenti solo i Misteri penitenziali ed il coro, termina con la croce seguita dai flagellanti. Il corteo ha una meta precisa: il Santuario. Si ritorna poi alla Chiesa rionale. La sera tutti sono chiamati a riportarsi al Santuario, dove diversi sacerdoti sono a disposizione per ascoltare le confessioni.
Il martedì si riparte dalla chiesa rionale, facendo il percorso più breve per giungere al Santuario. Arrivati in chiesa, si partecipa alla Messa e si riceve la comunione. Al termine si ritorna al punto di partenza. Intanto il Rione Portella, che si è già preparato nella chiesa di San Sebastiano, inizia il suo percorso penitenziale nel proprio territorio per muovere verso il Santuario.
Il mercoledì si tengono la processione di Comunione del rione Portella e quella di Penitenza del rione Fontanella, che parte da Piazza Canalicchio e non più dalla cappella di San Leonardo.
Il giovedì si svolge la processione di Comunione del Rione Fontanella, mentre il Rione Piazza inizia dalla chiesa dell’Annunziata (A.G.P.) la sua processione Penitenziale.
Il Venerdì solo il Rione Piazza svolge la sua processione di Comunione.

I Riti Foto di Giovanni Mancini

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I Riti – Processione del clero e apertura della “lastra”

Il Sabato la processione Penitenziale del Clero e delle Associazioni cattoliche si muove dalla chiesa dell’Annunziata verso il Santuario.

Apre il corteo una nuda croce, portata nelle ultime edizioni settennali dal vescovo. Essa è seguita dai sacerdoti in abito talare e dai laici con i segni della penitenza.

Arrivati al Santuario, si procede all’apertura della “Lastra” della nicchia che custodisce la prodigiosa immagine dell’Assunta. Tre sono le serrature da aprire con tre chiavi diverse: la prima è aperta da uno dei componenti del Comitato generale, scelto tra quelli che da più anni sono impegnati nei Comitati Rionali, tenendo conto eventualmente anche dell’età; la seconda è aperta dal Sindaco, la terza dal Vescovo o dal Parroco.

Il momento è veramente toccante. Una volta si gridava e si piangeva per esprimere la devozione o la richiesta di grazie alla Mamma celeste, mentre il clero e i confratelli delle Congreghe cantavano l’inno “Ave, Maris Stella”.

Oggi è un grido di saluto e di gioia: “Evviva Maria!”. Il popolo applaude ed inizia a cantare una lauda pastorale tradizionale piena di pathos: “S’è sposta Maria”. Al termine del canto popolare, i quattro cori rionali, sistemati negli spazi assegnati, iniziano i canti preparati per l’occasione secondo l’ordine stabilito.
Tutti poi lasceranno il Santuario per consentire alle Suore e ai membri del Comitato di preparare la statua per la processione generale che si dovrà tenere l’indomani, cioè Domenica.

I Riti – La Processione Generale

Di buon mattino si riuniscono i cortei presso le chiese rionali o le piazze vicine per raggiungere al più presto la Basilica Santuario per la celebrazione della Messa.

I Riti Foto di Giovanni Mancini

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Al termine il suono dei campanelli apre il corteo processionale subito seguito dal Gonfalone del Rione Croce con i vari misteri. L’ultimo mistero di questo Rione è San Girolamo penitente, patrono dei battenti. I battenti sono riuniti in silenzio e in preghiera davanti all’immagine dell’Assunta, esposta in chiesa, quando uno di loro li incita con forza: “Con fede e coraggio, fratelli, in nome dell’Assunta, battetevi!” tutti all’unisono incominciano a colpirsi il petto.

Seguono gli altri cortei rionali: Portella, Fontanella e Piazza. La statua dell’Assunta è portata fuori la chiesa dai sacerdoti che la consegnano al popolo. L’annuncio che la sacra immagine è uscita dalla chiesa è dato da un colpo di mortaretto sparato dal castello medioevale.
Un momento particolarmente toccante è stato sempre l’incontro dell’Assunta con i battenti presso la Fontana del Popolo vicino alla chiesa di San Sebastiano.

I battenti sfilano davanti all’Assunta in ginocchio e affondano i colpi, poi si alzano, fanno un segno di croce e continuano un breve percorso. Uno per volta lasciano il corteo dileguandosi nelle strette viuzze del paese, mentre la processione procede lentamente perché un susseguirsi di mani e spalle prendono in consegna l’immagine dell’Assunta, cantando e pregando in suo onore. Arrivati davanti alla chiesa è il momento di consegnare la venerata immagine ai sacerdoti.
Da questo momento tutti i suoi figli potranno ritrovarsi nell’intimità più assoluta davanti alla sua immagine, notte e giorno per 15 giorni, per preghiere, suppliche e ringraziamenti. Al termine delle veglie, la domenica pomeriggio, dopo la solenne celebrazione eucaristica e una breve processione in Piazza San Filippo, la venerata immagine dell’Assunta è riposta nella nicchia e si procede alla chiusura della lastra con le tre chiavi.

Fonte: Festa dell’Assunta di Padre Filippo Di Lonardo.